15 novembre 2025
L’utilizzo della metodologia BIM (Building Information Modeling) può essere determinante per prevenire situazioni di rischio nei cantieri che utilizzano ponteggi, garantendo un'adeguata progettazione della sicurezza.
Nell’esaminare un ponteggio per la manutenzione delle facciate, non so a quanti di voi sarà capitato – a me, devo dire la verità, spesso – di osservare, durante lo sviluppo dei lavori, situazioni di pericoli cui sono sottoposti i lavoratori, nonostante il ponteggio installato.
Com'è possibile?
La normativa vigente (D.Lgs. 81/08, art. 134 e All. XXII) rende obbligatorio il disegno esecutivo del ponteggio.
Tuttavia questo disegno si limita ad una rappresentazione bidimensionale dei prospetti di facciata dell'edificio, cui sono sovrapposti i piani di lavoro, l’intelaiatura e le indicazioni delle posizioni degli ancoraggi del ponteggio. Questa prassi non cambia nemmeno nel caso vi sia l'obbligo di progetto firmato da tecnico abilitato, ad esempio quando l’altezza del ponteggio è superiore a 20 m.
I disegni esecutivi vengono concepiti dal disegnatore così come vengono rappresentati, ossia in maniera “piatta”, senza tenere conto delle reali variazioni geometriche (aggetti, rientranze, volumi) che caratterizzano l'edificio reale. Questa mancanza si traduce in una carenza di progettazione delle condizioni di sicurezza: difatti spesso, in opera, i lavoratori devono fare i conti con l’impossibilità di accedere in maniera ergonomica e sicura alla zona dell'edificio che richiede manutenzione.
La geometria dell'edificio non è stata compresa dall'installatore del ponteggio
Il risultato è che la ditta esecutrice, che ha ricevuto in consegna il ponteggio, tesa ad assolvere al proprio compito ad ogni costo e non trovando generalmente appoggio nella ditta affidataria, trasforma e modifica in modo improvvisato i luoghi di lavoro ed il ponteggio, aggiungendo o togliendo elementi, ed esponendo i propri lavoratori a grave rischio di caduta dall'alto.
La soluzione risiede nell'adozione di un approccio progettuale tridimensionale.
Il progettista dovrebbe elaborare un modello tridimensionale dell'edificio, preferibilmente con metodologia BIM, così da poter essere trasmesso in formato aperto (estensione file IFC) alla persona che redigerà i disegni esecutivi allegati al PIMUS (Piano di Montaggio, Uso e Smontaggio).
L’uso della metodologia BIM, tra l'altro, renderebbe più agevole la redazione del capitolato da fornire all'appaltatore, riducendo i margini di errore di computazione delle quantità da lavorare e in ultima analisi di contenzioso (più o meno grave), ma permette soprattutto di progettare la sicurezza in un ambiente virtuale che rispecchia la realtà.
Ancora oggi sono pochissimi i tecnici, tra coloro che si occupano della redazione dei disegni esecutivi dei ponteggi, che utilizzano programmi di semplice lettura di formati aperti (IFC) di modelli tridimensionali (che pure sono gratuiti), quando questi ultimi vengono loro consegnati; credo poi che siano ancora meno quelli che per scelta professionale predispongano un modello tridimensionale degli apprestamenti.
Una possibilità sarebbe che il progettista della sicurezza, ossia il Coordinatore, elabori un modello tridimensionale degli apprestamenti e del ponteggio, utilizzando quegli elementi standard che sono nel catalogo di molti produttori, e che sono divenuti oramai, al di là del marchio di ponteggio utilizzato, dei tipi comuni.
Questo approccio senz'altro fornirebbe al progetto della sicurezza una base di partenza ragionata, evidenziando difficoltà e peculiarità di installazione del ponteggio nel contesto specifico. In questo modo il progettista del ponteggio, pur mantenendo la libertà compositiva ed esecutiva, è divenuto consapevole e cosciente delle peculiarità del cantiere.
Di seguito alcuni esempi che mi sono capitati in cui il ponteggio è stato disegnato ed eseguito senza tenere conto di tutte le situazioni di rischio che le lavorazioni programmate comportavano.
L'installazione del ponteggio non ha creato una protezione sicura per le lavorazioni sul balcone
L'installazione del ponteggio non ha creato un piano di lavoro sicuro per le lavorazioni sul parapetto del balcone
L'installazione del ponteggio ha creato un rischio di caduta nei pressi del balcone
L'installazione del ponteggio, a causa della geometria dei balconi, non permette un accesso ergonomico e sicuro per le lavorazioni sui parapetti dei balconi
L'installazione del ponteggio non ha creato dei piani di lavoro per le lavorazioni dei cornicioni del tetto.
L'installazione del ponteggio non permette l'accesso alle lavorazioni del parapetto.
Un esempio corretto.
L'installazione del ponteggio esponeva a rischio caduta i lavoratori che operavano sul balcone: il problema è stato ovviato con l'aggiunta di tubi e giunti a delimitare lo spazio tra la facciata ed il ponteggio.
Di seguito illustro lo sforzo profuso nell’approntamento di un progetto di disposizione del ponteggio, tenendo in considerazione l'articolazione specifica del cantiere, per mettere l'appaltatore a conoscenza delle possibili difficoltà esecutive.
Nel cantiere dell'esempio bisognava assicurare il passaggio e l'uso sia di una porzione del cortile che dei ballatoi a piano terra; inoltre, i balconi di facciata avevano dimensioni e posizioni diverse, ed era necessario raggiungere la vetta della vetrata del vano scala.
I due modelli tridimensionali, architettonico e degli apprestamenti, a confronto.
Nel dettaglio si notano i correnti (barre rosse) posti a salvaguardia delle zone di confine con l'altrui proprietà e con le zone non servite da ponteggio.
Dettaglio variazione volumetria fabbricato.
Dettaglio dell'installazione particolareggiata sulla torretta del vano scale.
Dettaglio dell'interferenza del ponteggio con i box a piano terra.
Dettaglio dell'interferenza delle lavorazioni con i passaggi del ballatoio a piano cortile.
Non vi è obbligo normativo, ed il mercato degli operatori (committenti, progettisti, imprese) non ne esprime ancora l’esigenza, ma fornire un progetto tridimensionale del ponteggio aiuterebbe molto ad evitare situazioni di pericolo in occasione delle molteplici attività di manutenzione delle facciate.
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